Questo libro nasce dal desiderio di esplorare quel confine sottile tra ortodossia e mistero, tra fede vissuta e fenomeni straordinari. Da un lato, la Chiesa ha sempre affermato con chiarezza la centralità di Cristo come vittoria definitiva sul male; dall’altro, ha sviluppato nel corso dei secoli una prassi concreta per affrontare ciò che veniva percepito come azione demoniaca: gli esorcismi. Accanto a questa dimensione istituzionale, emergono le figure dei santi. Uomini e donne che, nella narrazione agiografica e nella tradizione popolare, hanno affrontato il demonio non come simbolo astratto, ma come presenza concreta e personale. Parallelamente, il rapporto con l’esoterismo e le pratiche magiche ha conosciuto fasi diverse, talvolta segnate da dure condanne, talvolta da fraintendimenti culturali. Nei secoli, ciò che veniva definito “stregoneria” o “rito occulto” ha assunto significati molteplici: credenze popolari, rituali sincretici, pratiche divinatorie, ma anche fenomeni amplificati dalla paura e dal contesto storico. Affrontare questi temi significa muoversi in un territorio delicato, dove storia, teologia, antropologia e psicologia si incontrano. Significa distinguere tra fede e superstizione, tra esperienza mistica e suggestione, tra simbolo e realtà dottrinale. Significa anche interrogarsi sul bisogno umano di con frontarsi con il male, di esorcizzarlo non solo in senso rituale, ma esistenziale.


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